il teatro dei vampiri
as ANDREA BRUNI
Ai tempi della scuole elementari scopre Silvan e decide che nella vità farà il prestigiatore: alla medie incontra sulla sua strada "Il cavaliere inesistente" di Calvino e comprende che il suo mestiere sarà quello dello scrittore: ma la sua vita cambierà al Ginnasio per colpa di Enrico Ghezzi che presenta un epico ciclo di visioni notturne (Freaks, Simon del deserto, Il corridoio della paura): una vita rovinata. Per "venerare" il cinema ne ha fatte di tutti i colori: organizzare rassegne nei più remoti anfratti di montagna; scrivere un paio di libri che han venduto meno dell'autobiografia di Iva Zanicchi; impegnare i gioielli di famiglia per farsi mandare dal Giappone i dvd di Takashi Miike. Queste le cose che si porterà nella tomba: l'opera omnia di David Lynch, "Viale del tramonto" di Billy Wilder, "I canti di Maldoror" di Lautréamont, "Murder Ballads" di Nick Cave e l'autografo di Fabrizio de Andrè.
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martedì, 11 marzo 2008

I tristi casi di Beatrice Cenci

giudittaQuella maledetta mattina dell’11 settembre 1599, la folla delle grandi occasioni si era riunita nella Piazza di Castel Sant’Angelo per assistete alla decapitazione di Beatrice Cenci, della di lei madre Lucrezia, e allo squartamento del fratello Giacomo, condananti da Papa Clemente VIII (per ulteriori dettagli storici correte dal mio amico Rino). Fra gli attoniti spettatori di quella mattanza, anche il Caravaggio e la piccolissima Artemisia Gentileschi. Che, all’epoca, aveva solo sei anni…Se c’è un quadro che mi turba e inquieta è proprio il suo Giuditta e Oloferne: ho sempre pensato che la pittrice, nel dipingere il volto agonizzante di Oloferne, nel ricamare quei fiotti di sangue, non potesse che tentar di sedare l’urlo straziante che Beatrice lanciò all’avvicinarsi del boia, e che da allora le echeggiava nottetempo nelle orecchie…Sarà una fantasia mia, non so: resta il fatto che il tristissimo caso di Beatrice ha ispirato la fantasia di moltissimi artisti, popolari e non: Stendhal, Percy Shelley, Alexandre Dumas hanno riesumato questo oscuro caso nelle lorobeatricenc69-01 pagine, al pari di un Antonin Artaud che si è ispirato ad esso in uno dei più affilati ed implacabili esempi di Teatro della Crudeltà…Il cinema non poteva di certo arretrare dinanzi ad una capitolo così fosco della storia Rinascimentale: Guido Brignone, già nel 1941 ne trasse un film di cui si è persa memoria. Lo seguì, nel 1956, il grande Riccardo Freda, che ispirandosi alle pagine di Francesco Domenico Guerrazzi (raro esempio di “Gotico” all’italiana), forgiò un sontuoso melodramma, d’austera bellezza. Il mio amatissimo Fulci, nel 1969, anche per scrollarsi di dosso la nomea di regista di “Ciccio e Franco”, realizzò un suo Beatrice Cenci. Un film che non fece una lira (“alla prima mi volevano linciare”, mi confessò una volta) ma che egli amava di un amore sincero ed appassionato. Recuperate questo film (è recentemente uscito in dvd in Francia) e vedrete come si possa fare un film storico, senza la laccata grandeur, tipica di questo cinema. Il Cinquecento messo in scena da Fulci è una fossa dei serpenti in cui la sporcizia dei corpi (tutti i personaggi del film grondano sudore e polvere dagli ampi colletti e dalle papaline stinte) sottende ben altre sozzure…Ripeto: recuperate ques’opera atrocemente moderna, ignorata in patria, ed apprezzata all’estero da personaggi come Bertand Tavernier che se ne ricorderà per il suo Quarto comandamento (1987), altra dolorissima variazione sul tema del Calvario della povera, bellissima, Beatrice…

postato da contenebbia alle 14:34
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Commenti
#1   11 Marzo 2008 - 15:28
 
Pregiato!

Quando il cimena ben assimila arte e storia per rappresentare epoche del passato, i risultati devono per forza maggiore essere eccellenti.

Felicità.

Rino, commosso.
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#2   11 Marzo 2008 - 17:04
 
Bello questo post, tempo fa vidi il film su artemisia, durante una notte insonne, l'orario dove fanno i film piu belli. Feci pure un post allegando proprio lo stessa immagine che hai usato tu
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#3   11 Marzo 2008 - 17:07
 
L'Oloferne della Gentileschi è quasi più angosciante di quello caravaggesco. E ce ne vuole. Non conosco i film ma mi hai messo curiosità, specie su Fulci.
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#4   11 Marzo 2008 - 18:33
 
Mhm... anche le vicessitudini di Beatrice Cenci sono descritte ne "I segreti di Roma" di Augias... gli indizi aumentano (anche se non sono ancora tre, numero sufficienete secondo la Christie perchè diventino una prova)
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#5   11 Marzo 2008 - 19:31
 
Fantastico il gemellaggio tra Babilonia61 e il teatrino!

un post da collezionare!
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#6   12 Marzo 2008 - 13:10
 
E che cast!
L'immagine che hai allegato mi ha ricordato con un pò di malinconia la Domovideo, pioniera dell'home video in Italia. Ricordo addirittura il viso del suo presidente. Era Domovideo la mia prima Vhs: "Il nome della rosa". Anche la seconda: "A mezzanotte va la ronda del piacere", dimenticata operina con Monica Vitti, Vittorio Gassman e Giancarlo Giannini.
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#7   12 Marzo 2008 - 16:40
 
INTERVISTANDO PIETRO DA URBINO (1530-?)

[..] Stiamo vivendo una nuova epoca [N.d.R. seconda metà del 1500], un'epoca d’innovazioni, di scoperte. Questo XVI secolo sta cambiando i nostri modi di vedere la realtà, basta solo pensare che qualche decennio fa il nostro buon Colombo [..]
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#8   13 Marzo 2008 - 11:38
 
Ma che meraviglia Conte! Mi ha dato preziose informazioni che non possedevo: trovo anche molto convincente la sua ipotesi sul volto di Oloferne... indagherò. In omaggio le manderò subito un PVT con un consiglio pittorico, che magari potrà poi tornare utile anche per il Teatrino ;-)
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#9   02 Giugno 2008 - 16:26
 
trackback:
[ http://babilonia61.com/2008/06/02/beatrice-cenci-e-il-xvi-secolo/ ]
utente anonimo

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