
Tristo canto del cigno dello zombie movie all’amatriciana, imposto dai produttori all’accoppiata Mattei/Fragasso dopo il “successo internazionale” (!) dello scalcagnatissimo Zombi 3. Girato in poco più di una settimana, con un incipit ambientato su di un set lasciato libero dal Soavi de La Setta e nelle Filippine, ma solo di notte, perché durante il giorno la stessa troupe era impegnata nelle riprese di Strike Commando II, firmato da Mattei…Lo script (di Rossella Drudi, la moglie di Fragasso) appiccica alla cieca tutti i cliché del genere, prelevando a piene mani dall’opus magnum fulciano (porte infernali, libri maledetti et similia) con l’aggiunta di una squadra di reduci dal Vietnam rincoglioniti ed un manipolo di zombi agili e scattanti come caprioli... After Death meriterebbe di marcire sugli scaffali delle videoteche (tra l’altro la versione uscita in Italia è mancante di quasi tutti gli effettacci “gore” di Franco Di Girolamo), come angusto vessillo del nostro cinema “de-genere” nella sua fase terminale. Se non fosse per un dettaglio. Tale dettaglio è Chuck Peyton, il protagonista. Già: dietro questo nom de plume infatti si nasconde Jeff Stryker che, molto probabilmente, è la più celebre porno-star gay d’America: immaginatevi un Big Jim con l’aria imbronciata e con un uccello un po’ più piccolo del Wisconsin ed avrete un’immagine abbastanza pregnante del buon vecchio Jeff, uno che gioca a bridge con Joan Collins, si guarda vecchi film “RKO” a casa di John Waters e scorrazza per Hollywood con la propria, inseparabile, Corvette fiammante...L’unico motivo che avrebbe potuto salvare After death dall’oblio sarebbe stato una scena in cui Stryker, abbandonato il machete, fosse fuoriuscito dalle frasche affrontando l’ennesimo zombi sbavante col suo inimitabile accento da ragazzaccio del mid-west: “shut up, dude, and suck my biiig dick”…
(nella foto, Jeff Stryker in salsa Pierre e Gilles)