Ieri ho ricevuto la ferale notizia che il bellissimo blog del mio amico Paolo, convolato a giuste nozze, chiude i battenti. Questa è una cosa terribile per il già labile equilibrio di Splinderopoli: un po’ come se a New York- PUF!- David Copperfield facesse scomparire sul serio la Statua della Libertà…Vivo sempre più la sensazione che la blogsfera tutta stia vivendo un momento di crisi forse insanabile: noi tutti (mi ci metto pure io, sia ben chiaro) preferiam seguir il pifferaio di Hamelin e vergar sciocchezzuole su Facebook con amici che, per strada, manco ti rivolgerebbero la parola. Personalmente non disprezzo Facebook, che mi ha dato a sua volta il modo di conoscere persone splendide: ma, al tempo, continuo a credere ciecamente nell’alto potenziale offerto dai blog…Stando al rovinoso calo degli spettatori del Teatrino, e alla quasi scomparsa dei commenti, deduco che siam rimasti davvero in pochi a pensarla così. Eppure…Eppure in momento come questo, con un Presidente del Consiglio che sembra sempre più un comico sfiatato buttato su di un palco mentre Tom Jones si fa la messinpiega, con una sinistra autolesionista che, invece di leccarsi le ferite, si infligge nuovi tagli, con una Chiesa che oramai vuol dir la sua anche sui minuti che trascorri chiuso nel gabinetto, son DISPERATAMENTE convinto che noi tutti si debba esprimere o il nostro disagio e/o il nostro senso di “non appartenenza” a codesta Italia da Vaudeville Macabro. O è il Conte che, as usual, sogna?